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Armato di roncola in strada a Fermo, le reazioni dal mondo della politica

Calcinaro e Cangini criticano inefficienze del sistema delle espulsioni. Per Marcozzi inammissibile rischio corso da cittadini

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Migrante in strada a Fermo armato di roncola

Non sono mancate le reazioni dal mondo politico, a Fermo e non solo, in seguito all’episodio del 3 ottobre, quando lungo viale Trento un migrante di origine nigeriana, irregolare in Italia e già destinatario di un provvedimento di espulsione, si aggirava in strada brandendo una roncola contro auto e passanti, prima di essere bloccato dalle forze dell’ordine.

E’ naturalmente intervenuto il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, affinando al proprio profilo Facebook queste dichiarazioni: “Oggi credo che debba arrivare a questo governo un compito ben chiaro per un tema (e voglio dirlo a scanso di strumentalizzazioni) non affrontato da qualsiasi esecutivo recente: la normativa deve permettere il modo di rendere effettive le espulsioni. Che non siano solo un foglio dato in mano ad un soggetto…che tutto vuole tranne che andarsene. In questo modo si mina il lavoro serio e faticoso delle Forze dell’Ordine, le certezze delle comunità cittadine ma anche, ci tengo a dirlo, il gran rispetto che è dovuto a quegli stranieri che in Italia ci stanno a pieno diritto e a costo di sacrifici. Non c’è destra, sinistra, centro o stelle che tengano. Questo è un tema su cui si deve lavorare, senza slogan ma con risultati tangibili e, se possibile, veloci. Da Fermo parte questo doveroso compito verso il governo nazionale: si riesca a risolvere! (non mi metto mai a fare “politica” ma questo è doveroso…ed è verso chi poteva fare, chi non ha fatto, chi ha disfatto e chi deve lavorare adesso).”

“Ci si chiede cosa debba fare un clandestino per essere effettivamente espulso dall’Italia. Il nigeriano arrestato oggi a Lido di Fermo era stato già arrestato e, lo scorso 29 agosto, espulso. Ma era ancora lì, a Fermo. E oggi come allora minacciava e taglieggiava i passanti brandendo una mannaia”, scrive in una nota il senatore di Forza Italia Andrea Cangini. “In queste ore – prosegue il senatore eletto nelle Marche – avremmo potuto essere chiamati a commentare una strage, è solo grazie al caso che ci limitiamo invece a prendere atto dell’ennesima dimostrazione di totale inefficienza del sistema delle espulsioni. Massima vicinanza alle forze dell’ordine e soprattutto agli studenti del liceo scientifico  Calzecchi Onesti lievemente feriti nel tentativo di sottrarsi alla mannaia del folle nigeriano e ai loro genitori”.

A Cangini si accoda poi Jessica Marcozzi, capogruppo Forza Italia in Consiglio Regionale e coordinatore provinciale: “Seminare il panico e andarsene in giro per le strade della città a sfidare, minacciare, inquietare i cittadini, brandendo una roncola, è inaccettabile. Ancora una volta ci troviamo costretti a dover intervenire su un inquietante fatto di cronaca che, guarda caso, vede protagonista un immigrato. Parliamo di un soggetto già noto alle Forze dell’Ordine eppure la miopia e l’assoluta mancanza di oggettività, viziata da una visione ideologia e distorta della realtà, da parte di una certa politica di sinistra ha permesso che si arrivasse a quanto registrato oggi a Fermo. E’ solo grazie alla professionalità delle nostre forze dell’ordine che oggi si è sventato il fatto di sangue. Ma è inammissibile anche solo il dover correre il rischio di essere aggrediti da un immigrato. E penso al rischio corso dai cittadini, da quei tanti ragazzini all’uscita delle scuole imbattutisi nell’immigrato armato, dalle forze dell’ordine che, mettendo a rischio la loro incolumità, sono riuscite ad assicurare alla giustizia l’uomo. Ma ora che giustizia sia.”

 

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