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Delitto di Fermo, i due operai uccisi per 16 mila euro

E' la cifra che l'imprenditore doveva ai due uomini, ma c'è il dubbio su una possibile aggressione

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Gazzella, automobile dei Carabinieri, 112

Continuano le indagini per il duplice omicidio di due suoi ex operai kosovari messo in atto da parte dell’imprenditore fermano Gianluca Ciferri, avvenuto lo scorso 15 settembre, in località Molino Girola, a Fermo.
Gli inquirenti stanno effettuando degli accertamenti per capire con precisione quale sia stata la dinamica della vicenda che ha poi portato alla morte dei due uomini, Mustafa Nexhmedin e Avdyli Valdet, padri di due e tre figli, avvenuta attraverso l’esplosione di cinque colpi di pistola, regolarmente detenuta.
Mi sono solo difeso” avrebbe affermato l’imprenditore edile accusato del duplice omicidio dei due suoi ex operai kosovari a cui doveva dei soldi, circa 11 mila euro a Nexhmedin e quasi 5mila a Valdet. Ma le famiglie dei due sono di tutt’altro avviso e la vicenda assume dei contorni ancora poco chiari.

Dal medico legale sono state analizzate alcune ferite e dei graffi che l’imprenditore avrebbe subito durante una colluttazione con i due uomini che, secondo quanto riferito da Ciferri, l’avrebbero colto alle spalle: uno di loro sarebbe stato armato di un coltello mentre l’altro sembra avesse una piccozza. Quindi l’esame mira a capire, attraverso lanalisi dei resti di pelle sotto le unghie dei due uomini, se i due kosovari abbiano veramente aggredito l’imprenditore o se questi abbia reagito in maniera spropositata, come sostengono le famiglie dei lavoratori che chiedevano quanto spettava loro per alcuni stipendi non ancora corrisposti.

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