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Porto S. Giorgio-Fermo-Amandola: una ferrovia storica da salvare

Il 21 novembre incontro promosso da Italia Nostra con Sindaci e Segretario regionale per beni e attività culturali e Soprintendenza

Porto San Giorgio - Fermo - Amandola: una ferrovia storica da salvare

La sezione fermana di Italia Nostra, nell’ambito dei Grandi Appuntamenti 2015, organizza per sabato 21 novembre, con inizio alle ore 16, nella Sala dei Ritratti del Palazzo dei Priori, in piazza del Popolo a Fermo, l’Incontro pubblico “Porto S. Giorgio-Fermo-Amandola: una ferrovia storica da salvare”.

L’Associazione, attraverso un meticoloso lavoro sulla vecchia linea ferroviaria (inaugurata nel 1908 con trazione a vapore, elettrificata nel 1928 e chiusa nel 1956), svolto dall’architetto Domenico Cardamone, funzionario della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio delle Marche, ha interessato anche il Segretario regionale per i beni e le attività culturali Giorgia Muratori.
Dopo la presentazione di Elvezio Serena, presidente della sezione fermana e consigliere nazionale di Italia Nostra, e il saluto delle autorità, interverranno i Sindaci Nicola Loira di Porto S. Giorgio, Paolo Calcinaro di Fermo e Adolfo Marinangeli di Amandola.

Porto San Giorgio - Fermo - Amandola: una ferrovia storica da salvare - locandinaL’incontro, grazie all’architetto Cardamone, che ha documentato lo stato di conservazione del notevole patrimonio architettonico della ferrovia realizzata dall’ingegner Ernesto Besenzanica, partendo dall’azione di tutela e conseguenti dichiarazioni di interesse culturale da parte della Soprintendenza, ha lo scopo di gettare le basi per concreti interventi di recupero.

Il gruppo di lavoro di Italia Nostra composto da Andrea Carosi, Simona Pagliari, Roberto Nasini e Andrea De Angelis, illustrerà le potenzialità del tracciato, lungo il quale sono ancora in sito e perfettamente leggibili 13 stazioni, 14 caselli, grandi viadotti, ponti ed opere d’arte ad esso connesse. La riconversione e valorizzazione del suggestivo percorso di 57 km a mobilità dolce, dal mare ai monti azzurri, attingendo anche a fondi europei, potrà costituire un prezioso volano turistico e di sostenibilità territoriale per l’intera Regione Marche.

L’incontro si concluderà con una Tavola rotonda, coordinata da Gioacchino Fasino, vice presidente di Italia Nostra, a cui sono invitati i sindaci della Valle del Tenna il cui territorio era attraversato dalla ferrovia, ma anche quelli dei comuni della Provincia di Fermo che potranno beneficiare di riflessi positivi sull’economia quando la linea verrà finalmente recuperata.

Domenica del Corriere del 26/11/1930La sezione locale dell’Associazione, attraverso numerose e qualificate iniziative (convegni, mostre, spettacoli, conferenze, riunioni, ecc.) si interessa sin dalla metà dagli anni Novanta dello stato di degrado di una così grande testimonianza storico, artistica ed architettonica. Costantemente sensibilizza cittadini e amministratori al fine di evitare la perdita delle numerose opere in totale stato di abbandono, tra cui la stazione di prima classe di S. Lucia a Fermo, le stazioni di seconda classe di Grottazzolina, Falerone e Belmonte Piceno, i grandi viadotti di fosso Callugo e di Villa Basso ad Amandola, i ponti sul fiume Tenna di Servigliano e di Grottazzolina, i numerosi caselli ferroviari.

L’iniziativa, che rientra nell’ambito del 60° anniversario di fondazione di Italia Nostra, è realizzata con il patrocinio del Comune di Fermo, della Provincia di Fermo, della S.T.E.A.T. spa, del GAL Fermano, dell’Associazione turistica “Marca Fermana”, dell’UNPLI provinciale Ascoli-Fermo, di Co.Mo.Do., Confederazione Mobilità Dolce, e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo.

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