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Pallavolo, contro Cantù arriva l’ottava vittoria di fila per la Yuasa Battery Grottazzolina

Le parole di coach Massimiliano Ortenzi: "Dobbiamo imparare a sopportare di più nelle difficoltà"

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Yuasa Battery Grottazzolina - Cantù

Era stata annunciata come gara difficile, molto di più di quanto la classifica lasciasse trasparire, e così è stato. Non serve infatti essere luminari del volley per capire che la Pool Libertas Cantù è una squadra i cui valori tecnici sono ben superiori alla classifica occupata, basta leggere i nomi in organico. Nomi che, sabato sera, hanno fatto vedere tutto il loro valore: Pedron, Ottaviani, Aguenier, gente che in A2 è abituata a lottare per primeggiare, più che a vivacchiare. Per non parlare di Gamba, che con i suoi 28 punti ha fatto chiaramente intendere di voler rimanere tra i top player della categoria, senza se e senza ma.

“E’ stata una gara difficile – le parole a caldo di fine match di coach Massimiliano Ortenzi – come del resto ci aspettavamo. Questo è un campo complicato, Cantù ha buoni turni in battuta e numeri importanti in attacco, ci sono stati momenti della partita dove bisognava avere pazienza ed essere bravi a contenere, nel secondo e nel quarto set invece abbiamo avuto troppa fretta di fare le cose. Nel quinto invece l’approccio è stato ottimale e ce la siamo meritata e guadagnata tutta, murando in situazioni che in precedenza non avevano funzionato, è andata comunque bene così.”

La Yuasa Battery dovrà abituarsi a queste situazioni ed a queste sfide, perché ormai tutti la affronteranno con il piglio con cui si affronta la prima della classe, e con la voglia matta di essere i primi a fare lo sgambetto a chi, sinora, di sgambetti non ne ha voluto proprio sentire parlare. Un tie break che lascia anche qualche rammarico per un secondo set in cui si era partiti fortissimo, accumulando anche un buon gap di vantaggio, per poi dilapidarlo con una lunga serie di errori diretti, circostanza atipica per quanto visto sin qui da parte della capolista. E da lì, inevitabilmente, la partita è diventata punto a punto.

“Il punto a punto ci sta – continua l’allenatore marchigiano – dobbiamo essere più bravi e pazienti a giocarlo, dobbiamo imparare a sopportare di più nelle difficoltà, ci sono momenti della partita in cui occorre rimanere lì concentrati anche quando le cose funzionano meno bene. Sono però molto contento della reazione che abbiamo avuto nel quinto set, dobbiamo avere in testa la voglia di andarle a vincere queste partite senza dare nulla per scontato.”

Ed in effetti la Yuasa Battery nel set decisivo ha mostrato, ancora una volta, una grande reazione, scomponendosi per nulla anche quando Cantù sembrava averne di più. Ed è forse proprio questo aspetto a dare particolare valore alla vittoria finale: “Una reazione che vale tanto perché abbiamo vinto, dobbiamo essere contenti di questo, oltre che ragionare attentamente sulle cose che hanno funzionato meno. Vorrei però anche fare una menzione speciale per Manu (Marchiani ndr), perché ha giocato nonostante non fosse in buone condizioni senza darlo minimamente a capire, ha giocato una gran partita e non si è notato assolutamente che non fosse al meglio.”

Tigna e spirito di sacrificio, ancora una volta, hanno pagato, dunque. Una vittoria che vale tanto anche per le condizioni in cui la squadra si è presentata a Casnate con Bernate: a partire dal già citato Marchiani, che è voluto partire comunque con la squadra nonostante fosse febbricitante e i chilometri da macinare fossero davvero tanti. Si è preservato come ha potuto alla vigilia del match, ma stoicamente ha voluto rispondere presente giocando una gara ai limiti della perfezione. E poi Breuning, partito con il collo bloccato ma comunque capace di schiantare a terra la bellezza di 29 palloni. Nel contesto di una prestazione corale comunque importante è inoltre emerso Canella, capace di attaccare con un impressionante 91% di positività.

Una Yuasa Battery, dunque, più forte anche delle avversità, superate dalla forza di volontà di un gruppo che, dopo otto giornate, è l’unico a poter vantare ancora uno zero sulla casella delle sconfitte.

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