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Far west a Lido Tre Archi di Fermo, convalidato l’arresto di tre persone

Nella giornata di martedì 24 agosto era avvenuto il lancio di bottiglie di vetro all'indirizzo delle forze dell'ordine

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Nella mattinata di giovedì 26 agosto, il Tribunale di Fermo ha convalidato l’arresto dei tre uomini finiti in manette a seguito dei fatti avvenuti sul litorale fermano nella giornata di martedì 24.

La vicenda aveva avuto inizio a Lido Tre Archi nel corso della mattinata, quando una turista originaria dell’Italia settentrionale era stata presa a male parole da un 30enne nordafricano, il quale riteneva di essere stato fotografato dalla donna. In preda allo spavento, quest’ultima aveva quindi tentato di mettersi in contatto con le forze dell’ordine, venendo però colpita con un pugno al volto.

Dopo essere stata trasportata in ospedale per le cure del caso, la vittima dell’aggressione aveva immediatamente sporto denuncia, rilasciando una precisa descrizione del 30enne. Costui è stato poi rintracciato a poche ore di distanza dal fatto grazie a dei controlli congiunti effettuati da Polizia di Stato e Guardia di Finanza.

Mentre gli agenti provvedevano alla sua identificazione, un altro soggetto di origini nordafricane si è avvicinato brandendo uno spray al peperoncino e cercando di ottenere la liberazione dell’individuo fermato in precedenza. Parallelamente, da un vicino palazzo una decina di persone aveva iniziato a lanciare delle bottiglie di vetro contro i mezzi delle forze dell’ordine, provocando in tal modo la fuga dei due.

Equipaggi di Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale si erano quindi messi alla ricerca dei fuggitivi, accompagnati in tal frangente da un terzo uomo armato di coltello: dopo essersi rifugiati in uno stabile dei paraggi, essi avevano attraversato il fiume Tenna per poi nascondersi in un cantiere edile situato nel territorio di Porto Sant’Elpidio.

Vistisi accerchiati, i tre avevano infine deciso di arrendersi. Le forze dell’ordine hanno posto sotto sequestro lo spray urticante e il fodero del coltello, sebbene l’arma non sia invece stata ritrovata.

Le accuse mosse a carico dei tre stranieri sono violenza e minacce a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni: per due di loro, già destinatari di misure restrittive, sono inoltre scattate delle denunce per la violazione di tali prescrizioni.

Continuano invece le indagini finalizzate all’identificazione degli altri soggetti coinvolti nella vicenda.

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