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Ripresa delle attività del settore benessere, le proposte di CNA Fermo

La portavoce Perlita Vallasciani: "Con il protrarsi dell'emergenza crescono preoccupazione e disorientamento nella categoria"

Perlita Vallasciani

Ripresa delle attività, maggiore liquidità per fronteggiare la crisi, maggiori agevolazioni sulle misure di sostegno, dispositivi di protezione, lotta all’abusivismo e intensificazione dei controlli, riapertura immediata per la sola vendita di prodotti e certezza delle regole. Sono riassunte in questi sette punti le priorità, sintetizzate in un documento ufficiale CNA, del comparto che comprende gli operatori dell’estetica e dell’acconciatura, attività di servizio alla persona già state sospese con il DPCM del’11 marzo. “Con il protrarsi dell’emergenza – dice Perlita Vallasciani, imprenditrice fermana, portavoce nazionale di CNA Estetica e Presidente Regionale di CNA Benessere e Sanitàcrescono preoccupazione e disorientamento nella categoria, soprattutto rispetto ai tempi e alle modalità di ripresa dell’attività. E’ necessario fornire alle imprese segnali chiari e risposte certe”.

Il tema principale è la ripresa delle attività: “Considerando una riapertura progressiva, le attività che sono state tra le prime ad essere sospese – spiega Vallascianitemono, per l’elevato rischio legato alle modalità di svolgimento, di essere tra le ultime a poter riaprire al pubblico. Come CNA siamo al lavoro affinché le imprese di estetica e acconciatura possano riprendere al più presto la propria attività, nel rispetto di tutte le misure igienico-sanitarie”. Altro tema caldo per la categoria è quello della maggiore liquidità per fronteggiare la crisi: CNA chiede di mettere immediatamente a disposizione degli operatori del settore nuovo credito senza burocrazia, senza procedure valutative, a zero interessi, con 24 mesi di preammortamento e 10 anni per la restituzione, mentre per le imprese più piccole, ci vogliono interventi di indennizzo a fondo perduto. “Un intervento più incisivo è stato chiesto anche rispetto al contributo di 600 euro, insufficiente per far fronte alla grave perdita d’incasso e fatturato. Come CNA chiediamo – annuncia la presidente regionaleche sia fatto uno sforzo maggiore per sostenere le imprese sul versante degli affitti, ampliando almeno il novero delle categorie catastali ricomprese nel credito d’imposta”.

CNA Benessere e Sanità si sta adoperando affinché il Governo garantisca alle imprese per la fase di riapertura la reperibilità dei dispositivi di protezione, nonché un controllo dei prezzi dei DPI in commercio. Inoltre, l’impossibilità di aprire i centri e i saloni, anche per la sola vendita di prodotti, ha generato un’altra forma di perdita altamente penalizzante per la categoria: a fronte di ciò, sarebbe opportuno consentire la riapertura immediata dei centri per la sola vendita di prodotti.

Le imprese del settore hanno già sperimentato prima della chiusura il caos generato da disposizioni divergenti a livello locale e regionale. In attesa che possa nuovamente mutare lo scenario normativo di riferimento – conclude Perlita Vallascianiauspichiamo che si dispongano provvedimenti omogenei”.

 

da: CNA Fermo

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