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Porto San Giorgio: dragaggio e ripascimento, in corso screening e gara d’appalto

La cronotabella del maxi intervento in porto. Il ricollocamento delle sabbie è il nodo da risolvere

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Porto di Porto San Giorgio

A Porto San Giorgio sono due i procedimenti attualmente in corso che porteranno al maxi escavo da 446 mila euro all’imboccatura del porto sangiorgese.

Da una parte è in corso di ultimazione la complessa operazione di screening della Valutazione di impatto ambientale (Via) che riguarda la gestione delle sabbie. Dall’altra la gara di appalto per l’individuazione della ditta a cui verranno affidate le operazioni di escavo e il conseguente ripascimento.

In questi giorni, infatti, la Regione Marche e tutti i soggetti coinvolti (tra cui l’Arpam) stanno valutando le possibili conseguenze di natura ambientale legate alla rimozione della sabbia dall’imboccatura e la ricollocazione della stessa nell’area di ripascimento individuata dal Servizio difesa della costa della Regione in quella a sud di Marina Palmense.

Per quanto attiene, invece, l’affidamento dei lavori il 16 gennaio scade il termine per la manifestazione di interesse indetta dal Comune. Il giorno seguente l’Ufficio tecnico provvederà all’estrazione a sorte tra le ditte interessate invitandole a formulare la proposta economica. Alla fine del mese corrente il lavoro verrà affidato in via provvisoria alla ditta che avrà presentato l’offerta meno costosa.

Trascorso il termine di legge per le verifiche e le osservazioni, i lavori verranno assegnati in via definitiva e verosimilmente potranno iniziare i primi giorni del mese di marzo. Lo stato di avanzamento dei due procedimenti induce a soprassedere all’ipotizzata operazione di spostamento interno delle sabbie che, ad oggi, potrebbe interferire negativamente sia dal punto di vista ambientale che certamente per la gara in corso. L’efficacia, tra l’altro, è limitata e non garantita.

Sarebbe comunque necessario adempiere alla richiesta della Regione circa la presentazione di un nuovo progetto che tenga conto della modifica dello stato dei luoghi. Ciò comporterebbe l’inevitabile slittamento dei tempi di esecuzione dell’opera, ipotesi non percorribile né sostenibile sia per l’urgenza di risolvere il problema sia perché i lavori in questione devono essere improrogabilmente ultimati prima dell’inizio della stagione estiva.

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