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Malattie cerebrovascolari: a Fermo, come nelle Marche e in Italia, serve lavoro di squadra

Il 29 ottobre ricorre la giornata nazionale dell'ictus. L'intervento del Dottor Patrizio Cardinali, neurologo Area Vasta 4

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Il 29 Ottobre è stata la giornata nazionale dell’ICTUS. Questa è certamente una preziosa occasione per informare e fare luce su una delle patologie più importanti in ambito sanitario sia per le ripercussioni sociali che per quelle economiche.

Le malattie cerebrovascolari costituiscono uno dei maggiori problemi socio-sanitari a livello mondiale e nazionale, essendo la seconda causa di morte e la prima causa di invalidità. 

In Italia si verificano 200.000 nuovi casi/anno di ictus, dei quali l’80% sono forme ischemiche. Nella regione Marche si stimano in media 1800 casi di ictus ischemico all’anno, circa 4-5 casi al giorno.

La mortalità conseguente a ictus ischemico è del 20% nelle prime 4 settimane e del 30% nei primi 12 mesi dopo l’evento acuto. Solo il 25% dei pazienti sopravvissuti ad un ictus ischemico guarisce completamente; tutti gli altri restano con un deficit di entità variabile che condiziona la loro vita quotidiana, di cui la metà circa con un deficit così severo  da perdere l’autosufficienza e ad essere spesso costretti all’istituzionalizzazione.

Per contrastare la patologia cerebrovascolare, i maggiori risultati si ricavano dalla corretta applicazione dei criteri di prevenzione primaria e secondaria, dalla diffusione di adeguati stili di vita e dal contrasto dei vari fattori di rischio (ipertensione arteriosa, diabete mellito, dislipidemia, fumo, obesità). La terapia di maggiore efficacia oggi disponibile consiste nella somministrazione di agenti fibrinolitici entro 4 ore e mezza dall’esordio dei sintomi e nell’effettuazione di una trombectomia endovascolare entro sei ore in pazienti selezionati.

Per tale ragione, essendo la terapia dell’ictus strettamente tempo dipendente, è necessario favorire una maggiore cultura dell’ictus presso la popolazione e gli operatori sanitari. E’ indispensabile non trascurare i sintomi iniziali dell’ictus (difficoltà a parlare, debolezza di un arto, deviazione della bocca, formicolio ad una metà del corpo) per permettere al malato di arrivare in pronto soccorso in tempo utile per poter fare le terapie d’urgenza. Studi sperimentali hanno dimostrato che ogni minuto di ischemia cerebrale costa al nostro cervello la morte di circa due milioni di neuroni; chiamare i soccorsi in tempo utile potrebbe evitare la morte irreversibile dei nostri neuroni. Per migliorare la terapia e l’assistenza ai colpiti da ictus, sono state create le Stroke-Unit, strutture semi-intensive dedicate, dove i pazienti vengono curati con modalità multidisciplinare secondo competenze professionali specifiche per la gestione dell’ictus.

Al momento nelle Marche sono attive 7 Stroke-Unit collegate in rete con il territorio di appartenenza. L’AOU di Torrette di Ancona è l’unica sede regionale individuata per l’esecuzione della trombectomia meccanica. A Fermo, presso il presidio ospedaliero del Murri, è attiva la Stroke Unit dell’Area Vasta 4 sotto la direzione della UOC di Neurologia; essa è composta di 4 letti monitorizzati dove i malati sono seguiti da una equipe multiprofessionale esperta nella cura dell’ictus.

Da quando è stata aperta, la Stroke Unit di Fermo ha ricoverato una media di 150 pazienti per anno, eseguito oltre 130 fibrinolisi ed inviato una decina di pazienti per trombectomie meccaniche. Chiaramente la cura dell’ictus non è soltanto in carico alla neurologia, ma considerata la complessità e le numerose comorbidità, spesso viene gestita in fattiva collaborazione con i reparti di medicina e di geriatria dell’area vasta. Sia nella fase precoce che in quella successiva, fondamentale è la presa in carico riabilitativa grazie alla quale spesso i pazienti ritornano a casa con un livello di autonomia soddisfacente.

Da quanto espresso è evidente la necessità di lavorare di squadra, coinvolgendo tutti gli attori: dalla popolazione alle associazioni (di cui ALICE è una delle più meritorie per impegno ed iniziative), dalla medicina primaria a quella preventiva, dal sistema dell’emergenza-urgenza a quello dei trasporti sanitari, dai servizi (laboratorio esami, radiologia, neuroradiologia per le neuroindagini avanzate) alla riabilitazione, dall’ospedale al territorio, tutti insieme tenendo ben in mente il motto “TIME IS BRAIN”

Dr. Patrizio Cardinali
FF UOC Neurologia AV4 ASUR Marche

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