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“Contrari a dedicare una piazza o una strada di Porto San Giorgio a vittime delle foibe”

L'intervento di Giorgio Raccichini del Partito Comunista Italiano

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10 febbraio, il Giorno del Ricordo per le vittime delle foibe

Esprimo una forte contrarietà alla dedica di una piazza o una strada di Porto San Giorgio alle vittime delle foibe. La contrarietà non nasce dalla negazione dell’esistenza di violenze e uccisioni sommarie tra il 1943 e il 1945 ai danni di persone di origine italiana, ma dalla strumentalità di certe proposte avanzate da una destra che sembra ancora ammiccare al Fascismo.

Tutto il gran parlare che si fa oggi delle vittime delle foibe non ha niente a che fare con la memoria, ma si tratta di un ricordo parziale del passato che serve essenzialmente ad attaccare e a delegittimare la Resistenza italiana, quella slava e in generale quella europea. Propone una divisione netta tra buoni e cattivi: i primi sono gli italiani e i secondi gli slavi; tra i primi annoveriamo i non comunisti e tra i secondi i comunisti. Viene elevata a verità storica solo la memoria dei “buoni” per utilizzarla contro i “cattivi”.

Vi furono evidentemente – come già detto – delle violenze, anche particolarmente brutali, esercitate contro vari italiani tra il 1943 e il 1945, sebbene bisognerebbe riconoscere che furono in gran parte esercitate contro coloro che avevano contribuito alla sanguinosa occupazione italiana e tedesca della ex Jugoslavia. Nei discorsi sulle foibe questo elemento è il grande assente. L’Italia è un Paese che non ha mai fatto realmente i conti con il proprio passato, con i crimini orrendi commessi dall’Italia liberale prima e da quella fascista poi in Africa e nei Balcani. Quanti conoscono il carcere di Nocra, la deportazione nel deserto libico della gran parte della popolazione della Cirenaica per stroncare la resistenza guidata da Omar al Muktar, i bombardamenti all’iprite in Etiopia, l’eccidio di Debra Libanos e la mattanza di Addis Abeba, il tentativo di bonifica etnica della Slovenia e dei territori balcanici occupati, i campi di concentramento come Gonars e Rab? Sono solo alcune delle nefandezze che macchiano la fedina penale dell’Italia. Di tutto questo c’è poco o niente nella memoria storica del nostro Paese. Come sappiamo, alla questione delle foibe è dedicata la “Giornata del Ricordo”, ma una vera e propria giornata del ricordo dovrebbe partire proprio da un ragionamento approfondito su questi fatti.

Volete dedicare una via o una piazza ai morti delle foibe? Bene, allora si dedichi una via o una piazza agli etiopi, ai libici, agli spagnoli, ai greci e ai sovietici massacrati dal Fascismo, alle migliaia e migliaia di slavi deportati e uccisi nei campi di concentramento italiani, come quello durissimo di Arbe-Rab, o sterminati senza pietà nei loro paesi.

da Giorgio Raccichini, Partito Comunista Italiano

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