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CNA Fermo sulle aspettative in vista dell’edizione 2021 del Micam

Il Direttore generale, Alessandro Migliore, ricorda il sostegno ricevuto da Regione Marche e Camera di Commercio

Alessandro Migliore

Questa fiera rappresenta un momento di passaggio, tra i durissimi mesi segnati dalla crisi pandemica e la vera ripresa, che vedremo nel 2022”. Il Presidente di CNA Federmoda Fermo, Paolo Mattiozzi, non ha dubbi e alla vigilia di un nuovo Micam, con gli artigiani pronti ad allestire i padiglioni milanesi di Rho, guarda a quello che succederà da qui a qualche settimana.

Il trend lo dettano i grandi gruppi, i marchi che fanno la differenza sul mercato e lavorano per il primo trimestre 2022. Il distretto dovrà essere pronto, perché solo allora si vedranno nel concreto i risultati di quella ripresa che oggi è solo percepita”. Il pensiero di Mattiozzi è lineare: “E’ vero, non sarà il Micam della svolta, impossibile considerata anche l’assenza di tante aziende storiche che alla fiera hanno preferito il contatto diretto con i clienti. Tuttavia, al taglio dei budget causato dalla combinazione di crisi economica e pandemica – dice Mattiozzista facendo da contraltare una produzione che è ripartita, con le manovie di nuovo in movimento, segnali propedeutici alla vera ripresa”.

Un passaggio, il Micam, possibile anche grazie al sostegno forte delle istituzioni: “Regione Marche e Camera di Commercio – ricorda il Direttore Generale CNA Alessandro Migliore e responsabile Federmoda per Fermo e Maceratahanno messo in campo gli strumenti migliori per favorire la presenza delle imprese del distretto in fiera e sostenere i costi. Un affiancamento strategico, questo, soprattutto ora, con la mancanza di figure specializzate con cui raggiungere quella competitività richiesta dal mercato. E questa criticità non può che avere conseguenze anche sulla possibilità delle aziende di sviluppare campionari e partecipare alle fiere di settore”.

Ricordiamo – aggiunge Mattiozzi che sono moltissime le figure in uscita, alle quali non seguirà ricambio generazionale, soprattutto nel settore calzatura che, rispetto alla pelletteria, risente maggiormente di questo grave problema”.

 

da: CNA Fermo

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