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Il boom del gaming online nel 2020

Crescere il numero dei gamer durante il lockdown. Gli acquisti di videogiochi durante la quarantena

Computer, PC, informatica

L’emergenza sanitaria è stata qualcosa di completamente inaspettato, che renderà certamente il 2020 un anno spettrale.

Tra lockdown, mascherine e misure restrittive, però, uno dei pochi risvolti positivi connessi a questa pandemia è stato quello di offrire la possibilità, avendo più tempo a disposizione, di scoprire anche nuovi sistemi di intrattenimento.

Ed è proprio in questo ambito che il gioco online è cresciuto in misura ancora più impressionante rispetto a quanto stava già facendo da qualche mese a questa parte. Merito anche della pazzesca evoluzione tecnologica che questo settore ha messo in mostra, in modo particolare dal punto di vista della sicurezza e della protezione dei dati personali.

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Crescere il numero dei gamer durante il lockdown

Il settore del gaming sembra essere inevitabilmente uno di quelli che ha risentito meno della crisi conseguente alla pandemia. Nel corso del primo lockdown che è stato messo in atto nel corso del mese di marzo, si è notato come il gaming fosse, anche secondo l’OMS, un ottimo sistema utile per contrastare il distanziamento sociale, una delle misure che tutti noi, come cittadini, ci siamo trovati a dover rispettare per arginare la diffusione del Coronavirus.

Insomma, anche diversi enti molto importanti a livello europeo, hanno cercato di incoraggiare e stimolare a impegnare una parte delle proprie giornate, costretti evidentemente entro le mura domestiche, in attività che possono dare soddisfazione e divertimento come delle sessioni di gioco con le varie console e non solo.

Non è un caso, quindi, che nel corso del primo lockdown ci siano state tantissime offerte che hanno proposto, a gamer abituali e anche a semplici appassionati, la possibilità di scaricare in via del tutto gratuita un elevatissimo numero di videogiochi, ma accessi, aggiornamenti e tanto altro ancora. Il tutto con l’unico intento di poter sfruttare un’esperienza di gioco il più efficace e completa possibile in un periodo così difficile per tutti.

Gli acquisti di videogiochi durante la quarantena

Sono stati i giovani, in modo particolare, come si può facilmente intuire, a riservare maggiore tempo ai videogame all’interno della loro quotidianità in fase di lockdown. In realtà, però, non si deve fare l’errore di pensare come, in tempi di quarantena, siano solamente i più giovani ad avere trovato uno sfogo e un intrattenimento con i videogiochi.

Infatti, sono state tante le persone che hanno scelto di riscoprire videogiochi con cui non si cimentavano da tempo immemore, come ad esempio titoli del calibro di “Legend of Zelda”, che erano in voga alla fine degli anni Ottanta, oppure con cui hanno passato l’adolescenza nel corso degli anni Novanta.

Stando a un’interessante indagine che è stata portata a termine da parte di Comscore, i cinque Paesi che sono stati toccati maggiormente dalla pandemia, ovvero Germania, Spagna, Francia, Italia e Regno Unito, hanno fatto registrare un netto aumento dei dati che si riferiscono a visite e traffico su portali e applicazioni sviluppati appositamente per il gaming. Un incremento che ha sfiorato il 20% nel giro di soli sette giorni, come ad esempio la settimana dal 6 al 12 aprile.

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