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M5S Media Valtenna: “Preoccupazione per piani di interventi su Ete Morto ed Ete Vivo”

Dissesto idrogeologico, la Regione Marche si è attivata, ma i pentastellati temono il riproporsi di vecchi errori nel metodo

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Erosione Fondo Agricolo in zona Ponzano

Purtroppo una realtà geofisica, costituita in gran parte da monti e colline, rende l’Italia un paese particolarmente vulnerabile a fenomeni atmosferici anche di non elevata intensità. La provincia Fermana, pur nel suo piccolo, non si sottrae a tale condizione costituendo un esempio di dissesto idrogeologico di tutto rispetto.

Le esondazioni, le frane, e le erosioni spondali, che nell’ultimo lustro hanno interessato il nostro territorio, testimoniano una acuita fragilità che ha destato non poca preoccupazione nell’opinione pubblica.

Il Movimento 5 Stelle locale, già da tempo si è fatto carico, con un Gruppo di Lavoro specifico, di segnalare, mediante una mirata campagna d’informazione, tutte le criticità e i problemi rilevati riguardo ai fiumi, torrenti, e canali che attraversano la Provincia.

Nelle ultime settimane, i militanti pentastellati, hanno riscontrato che la Regione Marche si è attivata, su sollecitazione dei sindaci, delle comunità locali e della stessa provincia Fermana, per il reperimento di fondi volti ad avviare interventi di manutenzione e ripristino dell’alveo dei fiumi.

Se da un lato, i cinque stelle, sono favorevoli e solidali con le iniziative intraprese dagli amministratori per accedere a tutta una serie di finanziamenti necessari e urgenti per rimediare ad una deriva idrogeologica che allo stato attuale ha raggiunto livelli di guardia, pur tuttavia non possono nascondere la loro preoccupazione in ordine ai prospettati piani d’intervento.

Il timore è di assistere un’altra volta, come già accaduto in precedenza, ad una metodologia operativa fondata sull’ampliamento degli alvei e “rimodellamento” delle sponde fluviali. Così nel 2011, dopo la grave esondazione determinatasi in prossimità di Casette D’Ete, si è proceduto a “risagomare” per lunghi tratti i due torrenti Ete Morto ed Ete Vivo, sebbene ciò non avesse alcuna base scientifica provata.

Ponte crollato Ete Vivo in zona BelmonteFrana strada Valdete in prossimità bivio Monsampietro MoricoErosione Spondale - alberi nel letto del torrente Ete Morto

La sciagurata eradicazione degli alberi dalle sponde, al fine di allargare i letti dei due torrenti, ha aperto le porte a susseguenti ed incontrollati fenomeni erosivi al momento difficilmente contenibili. A farne le spese sono sia gli agricoltori frontisti, che ora assistono impotenti al rimaneggiamento prodotto dalle acque in danno a vasti appezzamenti di terreno di loro proprietà, sia le strade limitrofe alle aste fluviali in quanto soggette sempre più spesso a frane che ne interrompono tratti di carreggiata.

Particolarmente rilevante è il fenomeno erosivo manifestatosi a danno dei frontisti lungo ampi tratti dell’Ete Vivo in zona Ponzano. La precarietà dei lavori effettuati, a seguire dal 2011, e finanziati allora con notevole impegno di spesa dalla Provincia, è qui di tutta evidenza poichè il torrente è privo di argini essendo quelli, ricostituiti dopo l’ampliamento della sezione dell’alveo, erosi e dissolti dalle piene che si sono succedute nel tempo.

La conseguenza di questo scriteriato modo di operare ha determinato lo spostamento dell’asta fluviale che ora si situa, per ampi tratti, a ridosso dei fondi agricoli che pertanto subiscono una lenta e continua erosione oltre a quella che si verifica per incrementi della portata delle acque susseguenti al verificarsi di precipitazioni.

Si è così determinata una situazione assai grave al punto tale che gli esasperati proprietari frontisti hanno costituito un comitato che ha dato mandato a un avvocato del foro di Fermo per far valere i propri diritti nelle sedi opportune.

L’aspetto più rilevante lamentato dai proprietari, e connesso con gli interventi effettuati in passato dalla Provincia, si focalizza soprattutto sull’espianto degli alberi che da sempre costeggiavano l’alveo fluviale, espianto resosi necessario dal rimodellamento spondale. E questo soprattutto perchè, in un tratto di 400 metri, a causa dell’opposizione alla rimozione degli alberi da parte del proprietario frontista, il fenomeno erosivo non si è presentato. Da qui l’amara consapevolezza dei frontisti di essere stati beffati.

Quanto qui riportato è stato anche oggetto di un articolo di giornale comparso sul Resto del Carlino, essendo, secondo i proprietari frontisti di Ponzano, “la prova provata” che i lavori fatti eseguire dalla Provincia, hanno comportato un danno, senza che peraltro si sia attenuato sensibilmente il rischio di esondazioni e non di meno senza approdare ad una risoluzione appena accettabile dei problemi che erano sul tappeto.

Stando così le cose, allora sorge spontanea una riflessione che noi cinque stelle non ci stancheremo mai di riproporre: “a chi sono giovati i lavori eseguiti dalla Provincia di Fermo negli anni scorsi per circa ‘dieci milioni di euro di denaro pubblico’ lungo le aste fluviali dell’Ete Morto ed Ete Vivo, lavori che in alcuni siti si sono dovuti rifare più volte con ulteriore aggravio di spesa?”.

Si aggiungono delle foto a testimonianza delle erosioni in zona Ponzano, delle le frane che coinvolgono molteplici tratti stradali contigui alle aste fluviali, nonchè altre foto che indicano lo stato di precarietà in cui versano i due torrenti Ete Morto ed Ete Vivo.

da M5S Media Valtenna

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