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I Comuni del fermano nel perimetro della strategia per le aree interne delle Marche

Otto enti della Provincia di Fermo e due di quella di Ascoli Piceno in piano di valorizzazione e contrasto all'abbandono dell'entroterra

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La Giunta Regionale, su proposta dell’assessore Paola Giorgi, ha approvato lunedì 22 dicembre la riperimetrazione dell’area di Ascoli – Fermo, relativa alla Strategia nazionale per le aree interne.

L’area di Ascoli, già inserita nella Strategia, viene integrata con i seguenti Comuni dell’area di Fermo e Ascoli Piceno: Amandola, Montefalcone Appennino, Montefortino, Santa Vittoria in Matenano, Smerillo, Montelparo, Monte Rinaldo, Ortezzano, Venarotta, Appignano del Tronto. Ora i comuni ammissibili nell’area sono saliti a 25 per un totale di quasi 40mila abitanti coinvolti.

“L’impegno della Regione Marche – commenta il presidente Gian Mario Spaccaper l’avanzamento dei progetti per le aree interne è massimo. Abbiamo quindi lavorato affinché ci fosse il maggior coinvolgimento possibile delle comunità territoriali nella nuova metodologia del sostegno all’entroterra. L’intento è quello di sviluppare una strategia territoriale più ampia e coesa tra Enti che hanno medesime caratteristiche e una forte tradizione di condivisione dei processi, secondo quanto già previsto dalla precedente DGR 1126 del 6 ottobre 2014. Contrastare l’abbandono delle aree interne attraverso l’implementazione dei servizi è l’obiettivo di questa strategia che riguarda tutta l’Italia, ma che trova nelle Marche – terza Regione ad aver completato l’iter – una stretta correlazione con le politiche regionali di valorizzazione dell’entroterra in linea con il modello policentrico regionale”.

“La Strategia – sottolinea l’assessore alle Aree interne, Paola Giorginasce dal Documento Barca del 2012, che mette a disposizione risorse nazionali ed europee. Con i programmi operativi dei fondi strutturali europei, la Regione Marche mette a disposizione delle tre aree interne risorse FESR e FSE pari a 7 milioni di Euro, che saranno implementati attraverso le risorse messe a disposizione nel PSR. Inoltre, la legge di Stabilità 2014 stanzia risorse pari a 3,8 milioni di euro per un’area pilota in ogni Regione. I protagonisti principali della strategia sono gli Enti Locali che, attraverso una strategia multilivello che vede coinvolti Ue, Stato, Regioni, Comuni, attivano percorsi di condivisione progettuale propeduetici anche a scelte gestionali sempre più ampie e condivise“.

Con due diverse delibere (1126 e 1308 del 2014), la Giunta regionale ha provveduto a individuare l’area pilota (zona dell’Appennino basso pesarese e anconetano) e l’elenco dei comuni appartenenti a ciascuna delle tre aree individuate per la programmazione dei Fondi strutturali e di Investimento europei 2014/20. L’individuazione è stata effettuata sulla base del rapporto trasmesso alla Regione dal Comitato tecnico nazionale per le aree interne, quale referente a livello nazionale per la Strategia. Risulta eleggibile una larga parte del territorio italiano, caratterizzata dalla perifericità rispetto ai principali poli di sviluppo economico, con problemi di spopolamento, invecchiamento della popolazione, declino economico, ma con le potenzialità per avviare un nuovo sviluppo. Accanto a questa strategia, le zone appenniniche marchigiane, possono contare anche sui sette milioni di euro previsti dalla Programmazione 2014/2020 dei fondi europei destinati alla coesione sociale e allo sviluppo.

A disposizione anche 60 milioni del fondo per lo sviluppo rurale, oltre alla grande partita dei fondi a gestione diretta dei programmi europei, con canali di accesso privilegiato grazie all’appartenenza alla Macroregione e l’opportunità di accedere ai 300 miliardi del Piano Junker. Elaborare progetti concreti e fattibili è la condizione per poter accedere a queste ingenti risorse. Condizione che presuppone una capacità di aggregazione e progettazione nelle aree interne che la Regione – mediante specifico bando – accompagna con servizi e assistenza tecnica.

La Regione sta inoltre realizzando grandi investimenti che consentiranno molto presto la copertura di tutto il territorio regionale a 20 megabit, eliminando il divario digitale tra centri urbani e comunità territorialmente diffuse.

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