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Prese le “primule rosse del calice amaro”, denunciate dalla Polizia di Fermo

Una certosina indagine ha portato a identificare due donne, autrici di truffe a ristoranti a Fermo, Porto San Giorgio e in tutta Italia

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bicchiere di vino

Nel luglio scorso avevano truffato due ristoratori, nel centro storico di Fermo ed a Porto San Giorgio. Prenotando telefonicamente una “finta” cena per una decina di persone, per festeggiare un parente, richiedevano in modo specifico un tipo di vino francese, un bordeaux che sarebbe stato particolarmente gradito al festeggiato.

La storia raccontata era credibile, la cadenza linguistica era del nord Italia, con dettagli che si riferivano a supposte conoscenze comuni, vincolavano lo svolgimento della cena stessa alla presenza necessaria a tavola di quel tipo di vino; cena che si sarebbe dovuta svolgere appena qualche giorno dopo.

Era, però, un vino talmente particolare che i ristoratori non possedevano e non sapevano dove reperirlo in così breve tempo.

Ed ecco allora che si concretizza il raggiro beffardo: “vi dico io dove trovare il vino, ve lo farei consegnare da una enoteca abruzzese che non fa servizio al dettaglio ma solo ai possessori di partita Iva, e ve lo porta direttamente al ristorante.”

I ristoratori accettano: la storia è credibile e nulla farebbe sospettare il raggiro.

Arriva puntuale la consegna del vino: una confezione chiusa di 6 bottiglie per 500 Euro, pagati alla consegna ad una donna, che poi spariva, così come chi aveva commissionato la cena.

E le bottiglie? Vino di dozzinale qualità, del valore massimo totale di 5-6 euro a bottiglia.

Partono le indagini della Locale Squadra Mobile, inserite in una larga rete di attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Bolzano, particolarmente complesse poiché vi erano pochi elementi disponibili ed i numeri telefonici utilizzati per la truffa erano intestati a sconosciuti cittadini africani.

Una efficace e certosina indagine della Polizia di Stato che porta ad identificare due donne piemontesi, di 26 e 52 anni, che in concorso tra loro realizzavano una serie di analoghe truffe in moltissimi altri capoluoghi del nord e centro Italia, soprattutto in località turistiche e di villeggiatura.

Due inafferrabili primule rosse, pluripregiudicate e già sottoposte a misure cautelari e di prevenzione che però non sono riuscite a beffare la caparbietà degli investigatori della Polizia di Stato di Fermo, permettendo la loro identificazione e la diffusione su tutto il territorio nazionale anche del loro “modus operandi”.

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