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Il Comitato Fermano di Potere al Popolo presente alla manifestazione di Macerata

"I responsabili della crisi sociale ed economica non sono i migranti, ma i governi degli ultimi 30 anni"

Potere al Popolo alla manifestazione antifascista e antirazzista di Macerata

La manifestazione antifascista e antirazzista di Macerata ha coinvolto migliaia e migliaia di persone marchigiane e di tutta Italia che hanno voluto affermare con forza il carattere antifascista e antirazzista della Repubblica italiana nata dalla Resistenza e fondata sulla Costituzione.

Alla manifestazione ha partecipato numeroso anche il Comitato Fermano di Potere al Popolo insieme ai suoi candidati locali, a molti compagni provenienti da tutte le Marche e da tutta Italia, alla rappresentante nazionale Viola Carofalo, a sostenitori come Francesca Fornario e Vauro, alla candidata e partigiana Lidia Menapace.

È stata una bella giornata che deve spronare ogni cittadino a rigettare con forza atteggiamenti e parole improntati all’odio razziale, perché oggi purtroppo c’è un dilagare del razzismo e un affermarsi di una vergognosa guerra tra poveri che pone contro i lavoratori “autoctoni” ai lavoratori immigrati.

Negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, di fronte all’imperversare di una feroce crisi socio-economica, i regimi fascisti, sorti a tutela degli interessi del grande capitale industriale e finanziario, additarono come colpevoli e traditori della patria gli ebrei e i comunisti, e agirono di conseguenza, arrestando e massacrando gli uni e gli altri. Oggi le destre hanno un nuovo capro espiatorio, cioè la categoria sociale dei “migranti”. La funzione specifica dei gruppi neofascisti italiani e anche della Lega è proprio quella di orientare il malcontento popolare verso questa direzione, tutelando invece i veri colpevoli.

La manifestazione maceratese ha affermato con forza che i responsabili della crisi sociale ed economica non sono i migranti, ma i governi degli ultimi trent’anni circa che, interessati solo a sostenere i profitti delle grandi imprese, hanno precarizzato il lavoro, eliminato la “scala mobile”, abolito l’importante tutela del reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo, aumentato l’età pensionabile, indebolito la contrattazione nazionale, chiuso gli occhi di fronte all’evasione fiscale, ridotto la progressività della tassazione rendendola vantaggiosa per i ricchi (e c’è chi parla di flat tax!), ridotto i servizi pubblici ai cittadini, sperperato risorse economiche a beneficio della NATO e dell’industria bellica, e così via.

Capiamo allora l’imbarazzo di Renzi, Minniti e Gentiloni, i quali, conoscendo le colpe della loro parte politica, hanno preso le distanze o addirittura cercato di vietare la manifestazione maceratese, coprendosi dietro ad un presunto e vergognoso “moderatismo”, al rifiuto degli opposti estremismi, dimostrando invece che ormai potrebbero essere definiti al massimo “afascisti”, ma mai e poi mai “antifascisti”. Capiamo anche i balbettamenti incomprensibili delle destre, corresponsabili dei massacri sociali di questi trent’anni, che di fronte alla potenza politica e popolare della manifestazione non hanno saputo che denunciare qualche isolato slogan.

Macerata ha dimostrato che l’Italia può risorgere sotto le insegne della solidarietà dei lavoratori, del lavoro dignitoso, della pace e la cooperazione tra i popoli.

da Comitato fermano Potere al Popolo

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