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RSU Cgil Provincia di Fermo: “Ma questa volta non ce lo chiede l’Europa?”

Il sindacato torna sulla ventilata abolizione delle Province, che il Consiglio d'Europa ha bocciato

Perosino con la Camusso

Una delle frasi più ricorrenti nel linguaggio dei nostri politici quando sono in difficoltà a spiegare misure in difesa del Sistema Bancario o direttive che vanno a danno delle nostre produzioni agricole etc è: “Ma ce lo chiede l’Europa”.

Il Consiglio d’Europa si è espresso in maniera netta sulla irresponsabile scelta della abolizione delle Province, dopo che con il Referendum popolare particolarmente partecipato e con un No nettamente vittorioso aveva bocciato la riforma costituzionale: proposta che prevedeva anche l’abolizione delle Province.

Semplicemente di seguito, a fronte di un silenzio imbarazzato ed imbarazzante silenzio delle forze politiche, riportiamo il comunicato dell’ANSA, omettendo qualsiasi ulteriore commento.

L’Italia deve “rivedere la politica di progressiva riduzione e di abolizione delle province, ristabilendone le competenze, e dotandole delle risorse finanziarie necessarie per l’esercizio delle loro responsabilità”. E’ una delle raccomandazioni contenute nel rapporto di monitoraggio sulla situazione italiana stilato dal Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, votato nella sessione plenaria.

Il rapporto è il frutto delle visite del Congresso condotte in Italia, l’ultima lo scorso marzo. Oltre a richiedere un pieno ripristino delle province, “il cui futuro, dopo la bocciatura del referendum sulla riforma costituzionale lo scorso dicembre, è incerto” il Congresso raccomanda anche di “ristabilire l’elezione diretta per gli organi di governo delle province e delle città metropolitane” e di “fissare un sistema di retribuzione ragionevole e adeguata dei loro amministratori”. Inoltre chiede che sia introdotta “la possibilità di votare una mozione di revoca o di censura all’interno dei consigli provinciali e metropolitani nei confronti dei loro presidenti o sindaci, per rafforzarne la responsabilità politica”.

Per quanto riguarda invece le Regioni, si raccomanda all’Italia di “rivedere le norme e i principi finanziari di quelle a statuto ordinario, per rafforzare la loro autonomia di bilancio e aumentare l’aliquota delle loro entrate proprie”. E si domanda anche di riformare il sistema perequativo per compensare i divari tra le risorse finanziarie a disposizione delle Regioni, ritenuto ora “inefficace”.

Il coordinatore RSU
Giuseppe Amabili

Il Delegato Provinciale FP Cgil
Umberto Maria Perosino

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