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Sigilli in un autolavaggio del Fermano che scaricava liquidi in un canale e finivano in mare

Operazione della Guardia Costiera, che ha denunciato il titolare dell'esercizio. Multe salate anche per altri trasgressori della zona

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Guardia Costiera: controlli ad autolavaggio

Lo scarico di uno dei più grandi autolavaggi della provincia di Fermo è stato posto sotto sequestro da parte dei militari della Guardia Costiera di Porto San Giorgio, che hanno rilevato una grave anomalia nello scolo dei liquidi prodotti dall’attività.

Le indagini e i controlli ispettivi condotti dai militari hanno accertato che i reflui finivano direttamente in un canale che confluiva verso il mare, rappresentando un notevole rischio di contaminazione sia del terreno che si trova lungo tutto il tragitto, sia delle acque litoranee.

Coadiuvati dall’ARPAM di Fermo, gli uomini dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto San Giorgio hanno eseguito l’apposizione dei sigilli a tutto l’esercizio, denunciando a piede libero il titolare con l’accusa di violazione delle norme in materia ambientale e per aver operare senza autorizzazione lo scarico di acque reflue industriali.

L’operazione della Guardia Costiera rientra nelle attività di verifiche ambientali messe in atto anche in ambito portuale, che giorni prima avevano portato i militari ad accertare lo smaltimento irregolare di rifiuti da parte di un natante commerciale, che per un lasso di tempo aveva stazionato presso gli attracchi di Porto San Giorgio. In questa occasione, è stata elevata una sanzione di 6.000 euro al comandante e all’armatore.

Tutte queste attività sono da inquadrare in una serie di controlli sugli scarichi costieri, disposta dal Comando regionale della Guardia Costiera di Ancona e coordinata della Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto. Le operazioni di polizia ambientale compiute dalla Guardia Costiera sono svolte in virtù della propria dipendenza funzionale dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Nell’ambito locale, solo nel 2017, ancora in corso, indagini e controlli di tale natura hanno portato alla contestazione di multe per 11.500 euro e alla denuncia di 3 persone.

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