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Il calzaturiero, settore in crisi: l’appello della presidente di Assocalzaturifici Annarita Pilotti

Le aziende chiudono, la cassa integrazione cresce, resta l'embargo alla Russia: "Istituzioni prendano coscienza della situazione"

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Annarita Pilotti

Annarita Pilotti, AD Loriblu e Presidente di Assocalzaturifici, lancia un appello di sensibilizzazione alle istituzioni affinché ci sia una presa di coscienza dell’attuale momento di criticità che il settore calzaturiero sta attraversando.

“Credo che oggi, ancora di più che in passato, tutti dobbiamo unire le forze per far fronte ad una situazione difficile che sta mettendo in ginocchio l’intero comparto e di cui sono tristi testimonianze i recentissimi lutti di due imprenditori uniti ad altri, anche di settori diversi, che in passato hanno scelto la parola “fine”. In momenti come questo il fronte deve essere comune: associazioni di categoria, istituzioni, politica, sindacati, tutti devono guardare ad un solo scopo, quello di sostenere il lavoro delle aziende e delle persone che vi lavorano. Dobbiamo sentire ancora più forte la responsabilità di un settore che è da sempre una delle maggiori risorse del made in Italy, e per questo chiediamo con forza tutto il sostegno possibile a livello politico, istituzionale, bancario e finanziario, sia in Italia che in Europa. ”

Nel 2015 hanno chiuso 95 aziende del settore calzaturiero, nei primi mesi del 2016 altre 39 e tante altre aziende sono in una fase di grave difficoltà. L’incremento della Cassa Integrazione nei primi tre mesi dell’anno è stato del 32,4% particolarmente rilevante per le Marche con un + 117%.

“Conosciamo benissimo le conseguenze della difficile situazione dovuta alle sanzioni in Russia, al crollo del Rublo e del prezzo del petrolio: la mia azienda, così come tante altre che lavorano con il mercato russo, le vive in prima persona. Da quando è iniziata la mia Presidenza in Assocalzaturifici, il 9 giugno 2015, ho fatto sentire la mia voce, a volte urlando, per ribadire il nostro “NO” alle Sanzioni presentandone le conseguenze e ho chiesto con forza che venissero rimosse al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, alla Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, alla Vice Presidente del Senato della Repubblica Valeria Fedeli, alla Sen. Bernini, alla Sen. Merloni, a molti Europarlamentari di diverse correnti politiche, e onorevoli incontrati in questo anno di mandato. Anche nell’ultima assemblea pubblica di Assocalzaturifici del 7 giugno 2016, alla presenza del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e del sottosegretario allo Sviluppo Economico, Ivan Scalfarotto, ho presentato i dati negativi della Russia che nel 2015 segna un -32,5%, oltre al -38% dell’Ucraina e al -24% del Kazakistan”.

Nonostante questa difficile situazione e l’impegno profuso, ad oggi le sanzioni sono state rinnovate. “Sono tutti consapevoli della gravità della situazione, ma ci viene risposto che l’Italia fa parte di un sistema politico europeo, con un relativo Consiglio di Stati Membri, che prende le proprie decisioni. Ma io non mi fermerò qui. Non mi arrenderò – prosegue Annarita Pilotti – Ho imparato nella vita a lottare anche quando mi sembra di non avere più le forze. Devo lottare per il bene delle aziende e dei colleghi che come me ogni giorno affrontano la fatica di gestire questa situazione, nella ricerca anche di nuovi mercati che oggi sembrano meteore.”

L’appello di Annarita Pilotti è rivolto a Istituzioni Politiche, Banche, Sindacati, Associazioni e a tutti quegli attori del lavoro che insieme possono agire per promuovere lo sviluppo del settore calzaturiero.

“Per far “respirare” le aziende colpite dalla crisi russa, continuando nella preparazione di nuove collezioni e investendo nell’internazionalizzazione, chiedo al Governo italiano l’abbattimento dei costi del lavoro riducendo il cuneo contributivo e fiscale esistente, almeno temporaneamente, attraverso una manovra finanziaria attiva ed urgente, che possa ridare fiducia agli imprenditori. Sgravi fiscali quindi e contributivi, aiuto concreto nelle esportazioni per una equiparazione del sistema daziario. Anche sul fronte credito alle imprese abbiamo bisogno che le banche concedano fiducia al nostro settore e si considerino nostri partner e con noi credano nella possibilità di ripresa delle nostre aziende.

Al di là delle appartenenze politiche chiedo cortesemente una risposta da parte delle Istituzioni come segno di vicinanza al settore e attraverso proposte concrete.
Sono certa che questo mio appello non resterà vano. Ho fiducia nelle nostre Istituzioni e nello Stato Italiano e voglio guardare avanti per il bene di tutto il nostro distretto calzaturiero.”

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